Francis Turner
Io non potevo correre né giocare
quand'ero ragazzo.
Quando fui uomo, potei solo sorseggiare alla coppa,
non bere -
perché la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Eppure giaccio qui
blandito da un segreto che solo Mary conosce:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole addolcite da viti -
là, in quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary -
mentre la baciavo con l'anima sulle labbra,
l'anima d'improvviso mi fuggì.
[Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River, traduzione di Fernanda Pivano]


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Un malato di cuore (Francis Turner nel libro di Masters) mantiene, dopo la morte, la condizione di spettatore della vita. La malattia lo costringe a non poter mai bere dutto d'un fiato dal bicchiere della vita e lo uccide proprio nel momento in cui decide di vivere appieno la gioia dell'amore. Gli rimarrà cominque, per l'eternità, il ricordo di un bacio e di mille carezze.
[Matteo Borsani – Luca Maciacchini, Anima salva, Tre Lune, Mantova, 1999, p. 76]


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E poi c'è la categoria dei "disponibili". Gli invidiosi e gli scienziati sono condannati a una vita di travagli; i disponibili vivono, e muoiono, in pace. Come Un malato di cuore e poi Il suonatore Jones, vittime serene degli eventi e delle scelte. Francis Turner, colpito dalla scarlattina, "pur essendo nelle condizioni ideali per essere invidioso", spiega Fabrizio, "compie un gesto di coraggio" e, completa Fernanda Pivano, "scavalca l'invidia perché a spingerlo non è la molla del calcolo ma quella dell'amore". L'epitaffio completo di Turner: "Nella mia infanzia non ho potuto correre o giocare / nella mia maturità ho potuto solo sorseggiare la coppa, non bere / la scarlattina ha fatto ammalare il mio cuore / così sono sepolto qui / confortato da un segreto che nessuno conosce tranne Mary. / C'è un giardino di acacie, alberi di catalpa e dolci pergole di vigne. / In quel pomeriggio di giugno / a fianco di Mary / mentre la baciavo con l'anima sulle labbra / improvvisamente prese il volo". Da questa breve epigrafe, De André estrae una canzone complessa e ricca di riflessioni, espresse da una voce mai così carezzevole e afflitta. "Da ragazzo spiare i ragazzi giocare / al ritmo balordo del tuo cuore malato / e ti viene la voglia di uscire e provare / che cosa ti manca per correre al prato / e ti viene la voglia e rimani a pensare / come diavolo fanno a riprendere fiato". Poi arriva Mary, l'amore passionale: "Quelle sue cosce color madreperla" è un riferimento "quasi erotico", come lo definisce Nanda Pivano, "in poesie che pur essendo piene di sesso sono espresse per lo più in forma asettica, quasi asessuata". "Ma che la baciai per Dio sì, lo ricordo / e il mio cuore le restò sulle labbra".
[Federico Pistone, Tutto De André, Arcana, 2018, pp. 93-94]