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Lucano di nascita e genovese d'adozione, nel capoluogo ligure ha intrecciato le prime indimenticabili amicizie ("Finché avrò senno, nulla per me sarà paragonabile a un dolce amico"), i primi fugaci amori ("Amore è desiderio di conoscenza"), e ha compiuto, un pochino a rilento, gli studi ("Imparare e insegnare cose che non si possono pienamente accettare nel proprio intimo è sempre un compito difficile").
Dopo un impegno giovanile da "cantautore" (concerti con Vecchioni, Baccini, Riondino, Capuano, Siviero...), grazie al quale ha avuto la fortuna di conoscere uno degli uomini più puri ed amabili del Novecento, Amilcare Rambaldi, si è dedicato in età più matura alle arti figurative ottenendo, fra i vari riconoscimenti, il primo premio alla Biennale di Ghemme nel 1991. All'inizio del nuovo millennio, per l'incostanza che da sempre lo contraddistingue, ha però abbandonato tele e pennelli e, ormai scevro delle antiche ambizioni, si è rimesso a strimpellare, oltre a far ciò che ha sempre fatto: leggere molto, scrivere ogni tanto, bere un po' troppo (mentre ha smesso da anni di fumare) e, come l'eterno adolescente di Charleville, camminare ogni volta che ne ha il tempo. Per sopravvivere - con un anacronismo disarmante nel dinamico e forsennato mondo delle tre "I" - ha cercato di insegnare Lettere e Filosofia a Novara, dove ha vissuto per quasi quarant'anni. Per anni è stato membro della Società Filosofica Italiana e socio sostenitore della Fondazione De André Onlus, e solo la pigrizia gli impedisce di fare ancora parte di entrambe... Su Fabrizio De André, oltre a una sezione a lui dedicata in questo sito, ha presentato per anni un percorso didattico in varie scuole di Novara e provincia; nel 2004 ha pubblicato Il primo De André (riedito nel 2026, ndr) e ha fondato la Giuseppe Cirigliano Band, con la quale, ma anche senza la quale, continua a proporre in varie regioni e città italiane (da Genova a Bologna, da Trieste a Reggio Calabria...) un "omaggio" al grande cantautore genovese, intitolato "Saper leggere il libro del mondo". La sua passione per la filosofia si è invece espressa, con intento puramente divulgativo, nella pubblicazione di una Filosofia in versi e nella realizzazione, in questo sito, di uno spazio dedicato ad Aforismi e citazioni. Un suo libretto adolescenziale di poesie, Corrispondenza impossibile ed altro, è fortunatamente introvabile... ma alle parole dei grandi poeti ha dedicato, sempre in questo sito, la sezione Poesia per tutti. Di recente ha dato alle stampe il volumetto di racconti Qualcosa di quei tempi lontani, la raccolta di poesie e canzoni Tutte le cose passano, una versione in rima de I Promessi Sposi, e gli ultimi due tasselli del trittico dedicato a Fabrizio De André: Quando si muore si muore soli e soprattutto Faber Opera Omnia, monografia di oltre seicento pagine sull'intera produzione del grande cantautore genovese. Suo padre gli diceva spesso: "Fai troppe cose, per farne una bene"... Sagge parole, papà! |