• Non si può fare a meno, rileggendo o ascoltando questo brano, di pensare ad un'altra e più celebrata composizione dell'autore: La guerra di Piero, di appena tre anni posteriore. Evidenti, infatti, le analogie: il tema stesso della guerra, la morte inesorabile del protagonista, il rimpianto (qui più esplicito, là sotteso) della donna rimasta sola. Al tempo stesso, però, va sottolineata una differenza rilevante: mentre Piero (come si vedrà) è inerme di fronte al nemico in quanto trova insensata la guerra e perché colto da un sentimento istintivo di fratellanza, l'eroe di questa ballata muore perché

    troppo lontano
    si spinse a cercare
    la verità.

    Proprio questo, che in quanto collocato quasi al centro del componimento dovrebbe costituirne il nucleo semantico, è (nonostante la semplicità lessicale) il concetto più ermetico. Di quale verità si tratta? Ovviamente non sembra lecito pensare a una dimensione metafisica, o più semplicemente gnoseologica.
    Resta allora uno spazio per un'interpretazione ironica o quantomeno antifrastica: nel senso che non c'è alcuna verità da cogliere, per il pacifista e anarchico De André, nell'assurda tragedia della guerra. La ricerca del senso (di un senso introvabile in questo contesto) si arresta - come ogni altra ricerca - di fronte alla morte, limite e giudice implacabile, e spesso inesplicabile, di ogni umana azione.
    E di fronte alla morte, a questa stupida e orrenda morte, De André mette in rilievo l'osceno contrasto fra la retorica vacua di una patria che

    si gloria
    d'un altro eroe
    alla memoria

    e una donna che soffre per la perdita del suo uomo e che mai e poi mai potrebbe trovare consolazione all’idea che egli, sacrificando la propria vita, è assurto al rango di "eroe".

    [omissis]

    Il livello linguistico è strettamente denotativo. La figura di maggior rilievo – cioè la metafora: "vendere cara la pelle" – è d'uso comune e così diffuso da risultare immediatamente comprensibile. Inoltre la personificazione della "gloria", nei versi finali, ha un evidente valore metonimico: indica infatti il ricordo del soldato da parte della donna che ne "aspettava il ritorno".